Agricoltura biologica, grandi potenzialità di crescita


Il settore del Bio ha registrato in Italia in un solo anno un + 20% di operatori dedicati e di superficie coltivata.

Nell’arco di poco più di quarant’anni, sono state già tante le conquiste fatte dal biologico, ma sarebbe un errore considerare la situazione attuale un traguardo, anziché una semplice tappa. Quella che oggi si sta attraversando è la fase “3.0”, caratterizzata dalla necessità di integrare la sostenibilità ambientale (agro - ecologia e non solo) con quella economica. In gioco non c’è solo il futuro dell’agricoltura biologica, ma quello stesso dell’agricoltura. Dunque, qual è la tendenza che bisogna attendersi per un futuro ormai molto prossimo? La fase “4.0” implementerà il concetto, per alcuni versi già presente, di “digitalizzazione dell’agricoltura”, per una “nuova conversione” culturale e colturale. Il digitale, dunque, non sarà uno strumento da accettare o, peggio, da “sopportare”, né sarà una bacchetta magica che permetterà di coniugare la sostenibilità ambientale con quella economica. Tuttavia, sarà (e in alcune realtà già lo è) la nuova condizione della persona, prima che dell’imprenditore, quindi imprescindibile per innovare, organizzare e professionalizzare il settore primario. Con la digitalizzazione dell’agricoltura biologica, in altri termini, si ha realmente l’opportunità di realizzare ambiziosi obiettivi, ovvero “connettere tutti gli attori della filiera” e rendere fattibile la gestione dell’enorme flusso di informazioni legate al processo produttivo, come la programmazione, la certificazione, il monitoraggio, la tracciabilità, la trasparenza, etc., fino ad arrivare al consumatore finale.


FONDO EUROPEO AGRICOLO PER LO SVILUPPO RURALE: L'EUROPA INVESTE NELLE ZONE RURALI